Press enter to see results or esc to cancel.

Esiste una nuova normalità? Sì, e per il marketing molto è già cambiato

Nel titolo ho evitato di dire “è cambiato tutto”, per il beneficio del dubbio, ma la nuova normalità è già sotto i nostri occhi.

D’altronde, un’abitudine diventa tale dopo che lo stesso comportamento si ripete per alcune settimane. Nir Eyal, nel suo libro Hooked, dice che le abitudini influenzano il modello di business di intere aziende, poiché una volta che l’abitudine si è formata, le persone agiranno sempre allo stesso modo. E spetta alle aziende adattarsi.

Inutile dire quanto il Covid19 abbia portato a modificare alcune delle nostre prassi, in modo più o meno drastico, in alcuni casi accelerando tendenze già in atto, in altri portando a veri e propri cambi di rotta.

E questo, per il marketing, vuol dire che le cose sono già cambiate. Il Covid, infatti, ha lasciato il segno su atteggiamenti e comportamenti di acquisto, che con il passare del tempo si sedimentano, diventando la “nuova normalità”.

Cosa emerge, a tinte sempre più nette, del consumatore che sarà?  

La crisi del negozio fisico

Innanzitutto, un cambio di percezione del retail. Le code di attesa, lavarsi le mani prima di entrare, vedere ma non sempre toccare, indossare la mascherina, sono quelle cose che in gergo digital si chiamano frizioni all’acquisto. Il retail tradizionale non morirà mai, ma il negozio “fisico” diventerà, per alcuni comparti, parzialmente evitabile, o comunque una delle opzioni sul tavolo, alla quale si arriverà dopo aver fatto ricerche e tentativi online.  

Questo implica dover ripensare il proprio modello di business, non più sostenibile con i soli ingressi in negozio. I commercianti indipendenti devono assolutamente trovare nuovi canali per raggiungere i clienti, fornendo servizi di consegna a domicilio e reso gratuito, dopo aver consultato cataloghi online e magari pagato con Whatsapp (se e quando il servizio arriverà dappertutto). I retail organizzati o in franchising spingeranno l’acceleratore sugli e-commerce proprietari, dando sempre meno peso al business generato dai punti vendita. Uno su tutti: Zara ha dichiarato che chiuderà 1.200 negozi.

Turbo e-commerce

Di contro, l’e-commerce si trasforma in consuetudine. Ci voleva (ahimè) il Coronavirus per far fare un al nostro paese. Le “vecchie” paure legate all’acquisto online (truffe, errori di consegna, problemi con le taglie) sbiadiscono rispetto alla comodità di non doversi sempre recare in negozio.

Questo porta all’evoluzione digitale forzata per tutti i “micro” business, come detto sopra, e ad un grosso boost per tutti quei brand che distribuivano in e-commerce già da prima, sia nei siti proprietari che sulle piattaforme terze. Mai come oggi ci vuole una Amazon strategy, o meglio, una marketplace strategy.  

la nuova normalità e-commerce

Settori ciclici, con l’incognita turismo

Dopo ogni crisi, perlomeno per alcune fasce di consumatori, c’è un normale ripiegare verso un consumo più accorto ed economicamente avveduto. Le ristrettezze e le incertezze sul futuro pesano, e per quanto vedremo un “rimbalzo”, certi acquisti sono rimandati o definitivamente annullati. Di solito questo avviene nei settori “ciclici”, come auto, moda, viaggi.

Su quest’ultimo si apre il tema del turismo, con le destinazioni che devono adeguarsi in fretta e cambiare i propri target di riferimento in ottica regionale e nazionale. Prima di tornare in massa all’estero potrebbe passare un bel pò di tempo, e su questo nuove ondate del Covid giocheranno un ruolo decisivo.  

Casa dolce casa: la home economy

La casa diventa un “rifugio” simbolo di tranquillità, sicurezza e comfort, dove svolgere molteplici attività, da quelle sportive (come fitness, yoga, ma non solo) e lavorative, aprendo numerose opportunità nell’ambito della cosiddetta home economy.

Questa rivoluzione porterà a soluzioni nuove da parte di tutti quei player che ruotano attorno al concetto di “fitness in casa”, anche con logiche di partnership: ad esempio, quella tra Virgin e Technogym, con il primo che propone il suo abbonamento per allenarsi a casa seguito da istruttori, da fare con gli attrezzi collegati a internet del secondo.  

nuova normalità covid marketing

Sicurezza e rassicurazioni

Altro tema portante e destinato a modificare le nostre aspettative è quello dell’igiene e della sicurezza. Questo ha ripercussioni su diversi prodotti e settori.

Ad esempio, stando a un’indagine, il Covid ha portato 1 consumatore su 3 a modificare le proprie scelte d’acquisto in favore dei prodotti confezionati, preferendoli a quelli sfusi (con buona pace dell’ambiente), in quanto il packaging è garanzia di sicurezza e protezione dal virus.

Ogni trasferta, di lavoro o di svago, sarà guidata dalle rassicurazioni dell’hotel o del host di turno sulla pulizia dei locali. Complice l’ansia da “igiene totale”, il settore dei prodotti e dei servizi di sanificazione avrà una crescita sostenuta nei prossimi anni. Molti consumatori, “passato” il Covid, continueranno ad igienizzare sistematicamente abitazioni, auto e oggetti personali.

Forse, come dice qualcuno, non ci stringeremo neanche più la mano, ma voglio credere che questa sia soltanto una distopia.

In ogni caso, per molti comportamenti di consumo non torneremo più indietro, proprio perché è nella natura umana adottare e radicare nel tempo le abitudini. Questo è ancor più probabile se pensiamo a come il Coronavirus abbia impattato su scala globale e in maniera trasversale.

Ecco perché dovremo adattare le logiche di marketing a scenari che, per lo meno in buona parte, hanno già preso delle chiare direzioni.


Fonte img: Unsplash, Spindox, Technogym

Comments

Leave a Comment

diciotto + dieci =