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Pessimisti perchè informati? Viva l’informazione positiva!

In un’intervista di Wired a Ray Kurtzveil (uno tosto) si dice che nella nostra società tendiamo ad essere pessimisiti perchè troppo informati.

In pratica, una maggiore conoscenza dei problemi del mondo, ci porterebbe ad avere una peggiore visione del mondo, ad essere catastrofisti, a pensare che le cose vadano sempre e solo in peggio.

Attenzione però perchè maggiore, non vuol dire affatto migliore conoscenza.

La televisione, che per molti continua ad essere il media più utilizzato per conoscere i fatti, propone troppa crudeltà e pessimismo.  Le notizie rimbombano nei salotti di casa, ci fanno immergere nei drammi e nelle tragedie, e ci constringono ad essere preoccupati.

Non è un caso, secondo me, che la terminologia dei Tg sia a valenza così negativa e drammatica, sempre le stesse parole: “strage”, “terrorismo”, “vendetta”, “coltellate”, “omicidio” ecc.  L’impressione è che questi termini siano volutamente “calzati“, quasi a voler creare un’effetto panico (la cosiddetta fabbrica della paura).

E’ vero, fasce sempre più ampie di utenti si stanno evolvendo e si informano anche su internet, ma l’ascendente dell’informazione televisiva continua ad essere forte. In primis, per una questione di orari: in Italia i pasti si consumano a tavola, in famiglia e con la Tv accesa. Poi, perchè la nostra mente assimila molto di più quello che vediamo e sentiamo, rispetto a quello che semplicemente leggiamo.

Con ripercussioni da non sottovalutare per la qualità della vita: cattive notizie portano ansia e disfattismo, e non aiutano di certo ad affrontare le cose con spirito giusto. Non si tratta solo di cronaca nera, ma anche di notizie sull’ambiente, sul lavoro, sulla disoccupazione giovanile. Certo, i dati sono quelli e non si possono nascondere, ma la tendenza è quella di metterli sotto una “luce” disfattista.

Per ovviare, ecco una via di scampo: l’informazione positiva di Buonenotizie.it, il quotidiano on-line che passa solo belle notizie. Che non vuol dire non informare correttamente,  ma semplicemente omettere la cronaca nera e tutte quelle notizie che portano messaggi negativi (e non “salutari” per chi le legge). Economia, ambiente, cultura: c’è tutto, filtrato del peggio.

Se anche Tv e telegiornali adottassero questo tipo di approccio, forse saremo tutti un pò più ottimisti e tranquilli, e secondo me, neanche tanto a scapito dell’audience.

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2 Comments

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