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Vendere su Etsy: hobby o business?

Avevo tempo fa parlato di “Prosumer” e craft marketing in questo articolo, definendo il filone che vede il consumatore diventare produttore artigianale di beni, inventando soluzioni grazie alla creatività e all’accresciuto know-how (in piena “economia della conoscenza”) e trovando la possibilità di arrivare a nicchie di appassionati in tutto il mondo, disintermediando grazie all’e-commerce.

Chiaramente, chi autoproduce è spesso una persona che ha una forte passione per l’attività, che però vive come hobby o passatempo, non avendo possibilità di investire grosse cifre per trasformarlo in un business vero e proprio. Ecco perché piattaforme come Etsy sono diventate il polo di attrazione di migliaia di artigiani ed hobbisti, che possono curare un proprio store all’interno del sito e promuovere i prodotti realizzati a mano, raggiungendo il pubblico interessato.

Oggi parliamo proprio di questo, intervistando Alice Canapa, responsabile regionale di Etsy Italia Team per le Marche e una delle prime “heavy user” di Etsy, dove ha un canale in cui promuove e vende le sue realizzazioni: Eilish Creations.

Ciao Alice, so che sei un utente Etsy della “prima ora”, dove vendi con successo i tuoi prodotti hand-made. Com’è è cambiato Etsy negli anni e perche è un valore aggiunto esserci?

Vendo su Etsy da ormai 4 anni. Etsy è il più grande sito on-line del fatto a mano, nato nel 2005 e con più di 40 milioni di membri e oltre un milione di negozi: una specie di eBay, dove si trovano però solo oggetti artigianali o vintage. Il suo obiettivo è quello di fornire alle persone i mezzi per cambiare il modo in cui funziona l’economia globale, dando possibilità concrete di vendita e di visibilità a imprese molto piccole o formate da una sola persona, ponendo l’attenzione sulla paternità e provenienza degli oggetti e la storia dei venditori.

Questo nuovo sistema vuole portare il calore umano nel commercio rendendo il mondo più equo, più sostenibile e più divertente. Questo è il motivo principale per cui, a mio giudizio, è molto importante farne parte, soprattutto per delle piccole realtà artigianali come la mia. Inoltre è un ottima vetrina per farsi conoscere all’estero.

Un valore aggiunto di Etsy è, inoltre, quello che si può aderire alle community presenti nel portale, prima tra tutte l’EtsyItaliaTeam, la community di venditori italiani più grande presente su Etsy. Tramite questi gruppi si possono avere tantissime informazioni ed aiuti per risolvere i problemi più comuni che si incontrano nel vendere on-line e si può venire a conoscenza di eventi ed altre manifestazioni di promozione dell’artigianato che si svolgono nel territorio nazionale. E, cosa molto importante, si può creare una rete di condivisione con altre realtà simili alla nostra, per creare collaborazioni future, o anche solo per risolvere insieme i problemi legati alla gestione di un’attività artigianale.

Qual’è, complessivamente, il ritorno di Etsy sulla tua attività economica? Quali altri canali usi per vendere i tuoi prodotti?

Nel mio caso, Etsy è una grande occasione per vendere all’estero e per fidelizzare quei clienti che hanno comprato miei oggetti nei mercatini, ma che non vivono vicino al mio laboratorio: in questo modo sono sempre aggiornati sulle novità e possono nuovamente acquistare da me. Nel mio caso, è anche un ottimo modo per aumentare le entrate a fine mese. Inoltre, oltre che vendite dirette, ricevo anche molti contatti per realizzare lavori per matrimoni, battesimi e varie richieste di collaborazione da negozi.

Oltre alle vendite online, partecipo a moltissimi mercatini, sia nelle marche che in altre regioni d’Italia: amo il contatto diretto con i clienti. Per mia esperienza personale, l’alternanza tra il commercio on-line e quello “fisico” è una strategia che si bilancia: tramite i mercatini capisco cosa proporre on-line, l’on-line mi aiuta a restare in contatto con i clienti lontani conosciuti di persona.

Di che cosa ti occupi per la divisione Etsy Italia? Come promuovi il portale tra potenziali “users” e “sellers”?

L’EtsyItaliaTeam è una community nata nel 2009 per sostenere e fornire informazioni utili per l’utilizzo di Etsy ai venditori italiani. Attualmente l’EIT conta più di 3500 membri e promuove la collaborazione tra i membri e il valore dell’artigianato italiano e del consumo consapevole e sostenibile. Nell’ultimo anno, inoltre, per aumentare presenza e visibilità sul territorio, EIT ha creato la figura delle responsabili regionali, che si occupano di far conoscere il portale e il lavoro dell’EtsyItaliaTeam nella loro regione di appartenenza.

Io svolgo questo ruolo per le Marche, organizzando Craft Party (eventi in cui persone con l’amore per l’handmade si incontrano, si scambiano idee, fanno due chiacchiere mentre si seguono dei mini workshop per la realizzazione di facili progetti creativi), mercatini di artigianato ed altri eventi dove presento Etsy e le opportunità di aprirvi un negozio.

Quando, secondo te, avviene il salto da hobbista a un business vero e proprio? Quali barriere e opportunità si incontrano in questo passaggio?

Posso dire che io mi trovo proprio in questa fase: sto trasformando quello che per anni è stato un hobby in un lavoro vero e proprio. Per quel che mi riguarda, ho capito di essere pronta al passaggio quando mi sono resa conto che non stavo più proponendo un qualcosa di “casalingo”, con imperfezioni al seguito, ma un prodotto ben fatto, curato nei minimi dettagli, innovativo e con un packaging realizzato “ad hoc”.

Poi, chiaramente, arrivati a questo punto si deve decidere se continuare un’attività come semplice hobby, occasionalmente, oppure se investire tempo e soldi per farlo diventare un lavoro a tutti gli effetti. Le principali difficoltà sono dal punto di vista economico e burocratico: districarsi fra le tante partite iva, regimi fiscali, permessi di vendita è davvero complicato. Non bisogna farsi abbattere però e pensare, invece, che si sta creando qualcosa di davvero bellissimo!!!

 

 

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Simone Moriconi

Consulente di Marketing Strategico e Operativo per aziende, PMI e startup.