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Urbex: esplorazione urbana e city marketing

Tra i nuovi turismi di nicchia è in crescita un fenomeno che potrebbe avere buone potenzialità per il destination marketing: parlo dell’Urban Exploration.

L’urbex è l’attività di esplorazione di edifici abbandonati come zone industriali, fabbriche dismesse, tunnel sotterranei, al semplice scopo di scopo di visitare e fotografare (non si tratta di vandalismo, per intenderci). Come si spiega in questo articolo, “urbex is internal city touring, but without guides, double-decker buses, maps or directions. It’s about going where people aren’t supposed to go.

In sostanza, l’urbex è una forma di turismo alternativo, più assimilabile al viaggio che alla vacanza, dove la componente principale è quella dell’esplorazione, un po’ come per alcune forme di turismo sportivo (l’arrampicata, il free-climbing,  l’alpinismo). Secondo Wikipedia la crescente popolarità di questa pratica è dovuta a delle trasmissioni televisive andate in onda su Discovery Channel e MTV che hanno appassionato migliaia di giovani nel mondo, spingendoli ad intraprendere questa attività. E a viaggiare per questo.

Possiamo individuare tre punti interessanti dal lato del “turista/esploratore”, che lo fanno pienamente rientrare nella categoria dei turismi di nicchia:

E’ un’attività altamente esperienziale. Chi fa urbex è mediamente una persona giovane, alla ricerca di esperienze particolari e non-convenzionali. L’explorer è un un viaggiatore che, però, non necessariamente si reca in una località solo per fare urbex. Visiterà anche luoghi più turistici.

E’ una community. Fare urbex, come per molte altre attività di nicchia, significa appartenere ad una tribù, con una propria filosofia e un proprio lifestyle. Il fatto che gli appassionati si radunino in community è confermato dalla forma di aggregazione on-line, come i forum (ad es. UrbEx Italia) e dalle riviste di settore.

E’ un modo per esprimere sè stessi, tramite fotografia e condivisione. Molti explorers sono anche dei fotografi più o meno amatoriali. Gli scatti vengono pubblicati sui blog, su Flickr e sui social network come ad esempio Instagram.

Quali opportunità per il city marketing?

Da questa nicchia finora sottovalutata, possono nascere delle interessanti opportunità per le destinazioni in termini di destagionalizzazione, posizionamento e differenziazione rispetto ai competitor. Detroit, ad esempio, si propone come meta per fare urbex e ha creato un portale (Detroit Urbex) dove vengono proposte location da visitare e suggeriti tour per gli amanti del genere.

La cosa interessante è che l’urbex non interessa soltanto le grandi città, ma anche aree solitamente non turistiche (zone industriali, grandi periferie, città fuori dai giri turistici tradizionali), che possono essere scelte dagli explorers come location ideali. Queste destinazioni possono:

–  Valorizzare aree di scarso/nullo interesse per un turismo classico
– Attirare un target giovane e social, anche in ottica di visibilità e branding sui nuovi media
– Creare movimento e attività commerciali in zone periferiche

Alcuni aspetti da considerare

L’urbex non è sempre un’attività legale: oltre a correre il rischio di violare proprietà private, ci si può esporre a situazioni di rischio per la salute (vetri rotti, impalcature fatiscenti, sostanze nocive nell’aria, ecc.) In molti casi, infatti, gli explorers chiedono dei permessi alle autorità locali per accedere a certe aree. Per proporre queste attività, la destinazione deve accertarsi della completa agibilità dei luoghi e sconsigliare quelli più “a rischio”.

Inoltre, essendo un tipo di hobby abbastanza “fuori dagli schemi”, non è facile “commercializzarla” con pacchetti turistici e offerte classiche. Il rischio è di far perdere l’autenticità e il gusto della scoperta, e quindi, le motivazioni che portano gli explorers a visitare un’area.

Quindi, da una parte l’urbex è un’ottima opportunità per le città, a patto che le aree che vengono promosse siano effettivamente luoghi di non-pericolo. Dall’altra, c’è il rischio di provocare l’effetto opposto, allontanando i flussi invece di avvicinarli.

Ecco perchè la destinazione deve comunicare attraverso i giusti canali (forum, blog, tumblr, ecc.), suggerendo mete ed itinerari, senza “massificare” troppo la location e speculare sulla stessa attività, un pò come per altri tipi di turismo di nicchia.

E voi, cosa ne pensate? 😉

Comments

4 Comments

Valuita@twitter.example.com'
Valentina Gattei (@Valuita)

Interessante! Da sempre certi luoghi abbandonati esercitano su di me un fascino irresistibile…

info@pirocco.it'
Pirocco

Grazie per aver scritto di noi 🙂 non me l’aspettavo.
Urbex è sicuramente un interessante settore della fotografia (e del video) che esce un po’ dai tradizionali schemi. Hai scritto un articolo molto esaustivo e soprattutto intelligente.
Un saluto,
“Pirocco”
amministratore di UrbEx Italia

Simone Moriconi

Grazie mille! Se conoscete casi di marketing territoriale in Italia tramite Urbex (tipo quello di Detroit) segnalate pure. Ciao 😉

ss4x@hotmail.com'
Gipsi

Vidi un documentario di un tipo veneziano di famiglia aristocratica che viaggia per l’Italia alla scoperta delle sue meraviglie. A Napoli esploro’ i sotterranei della citta’… un labirinto di cunicoli pieni di altarini, scheletri e fiori (!)… Un mondo parallelo…


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Simone Moriconi

Consulente di Marketing Strategico e Operativo per aziende, PMI e startup.