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Come raggiungere l’obiettivo di Crowdfunding: il caso Soil is Alive

Quando mi trovo a parlare di crowdfunding nei corsi che faccio, uno degli aspetti a cui dedico molto spazio è la pianificazione della campagna, e in particolare, delle strategie da adottare una volta che il progetto è attivo sul web. Una delle domande più ricorrenti che fanno le persone è: ma come faccio ad essere sicuro di raggiungere un obiettivo?

Quello che dico sempre, avendo sia analizzato parecchi casi di successo (e di insuccesso), che portato avanti in prima persona una campagna di crowdfunding, è:

  • uno, chi c’è alle spalle a “muovere i fili” dell’attività di raccolta fondi. Nei casi di maggior successo (uno su tutti il De Correspondent, che ha raccolto 1,7 milioni di $) dietro il progetto ci sono agenzie media e studi creativi. Quando il budget da raggiungere è alto, conviene investire cifre in risorse competenti che impostano il lavoro di comunicazione e curano le PR.
  • due, quanto tempo si dedica, in prima persona, a seguire passo dopo passo la campagna nelle settimane in cui è attiva. Qui, il team che ha avviato il progetto, o spesso la singola persona, deve dedicare anima e corpo alla propria causa per ottenere il risultato.

E’ proprio su questo secondo punto che ho chiesto a Beatrice Pucci, esperta di animazioni stop motion, ideatrice del progetto Soil is Alive, di raccontarmi come ha fatto a raggiungere l’obiettivo di 3.000 € su Ulule, tutta da sola.

(Certo, direte voi, che ci vuole a raggiungere 3.000 euro? La parola a Beatrice…)

L’idea di provare il crowdfunding

L’obiettivo della mia campagna era quello di ottenere dei fondi per partire con il mio nuovo progetto di animazione. Soil is Alive è una fiaba ecologica, un progetto di animazione che tratta il tema del suolo come risorsa limitata non rinnovabile.

Quindi la domanda da porsi in primo luogo era: chi può essere interessato al mio progetto? Nel mio caso, erano due tipologie di persone: gli appassionati di cinema di animazione e le persone sensibili ai temi della salvaguardia dell’ambiente.

 

pianificare-campagna-crowdfunding

La scelta della piattaforma

Dopo aver setacciato tutte le piattaforme che meritano di essere viste (ne elenco solo alcune: Indiegogo, Produzioni Dal Basso, Ulule, Eppela) ho scelto Ulule per due motivi principali: la funzionalità e l’estetica della piattaforma, e la percentuale di raggiungimento dell’obiettivo di progetti di cinema di animazione.

Mi interessava inoltre far girare il mio progetto al di fuori dei confini nazionali e in Francia (Ulule è una piattaforma francese), a differenza dell’Italia, esiste un interesse particolare per il cinema di animazione.

In realtà, inizialmente ero quasi propensa su Indiegogo (sito americano), ma avendo una p.iva regime dei minimi non posso lavorare con paesi extraeuropei, quindi, anche se si tratta di donazioni, non ho ritenuto opportuno rischiare.

Calcolare l’obiettivo da raggiungere

Per realizzare tutto il progetto, la cifra necessaria era 13.000 euro. Ho deciso di dividere in tre fasce gli obiettivi:

  • il primo di 3.000 euro, necessario per far partire il progetto
  • il secondo di 5.000 euro, mi avrebbe permesso di proseguire
  • il terzo di 13.000 euro, con il quale avrei potuto realizzare l’intero progetto

ricompense-crowdfunding

Finora, ho raccolto i primi 3.800 euro. Ricordo che è necessaria una lista dettagliata e trasparente sulla destinazione dei fondi: i donatori hanno il diritto di sapere dove vanno a finire i loro soldi. Importantissimo inoltre è calcolare le spese da sostenere: la percentuale della piattaforma, le spese bancaria e le ricompense.

Impostare le ricompense

Le ricompense vanno calcolate in base alla cifra della donazione. Per una donazione di 5 € cosa posso offrire al mio donatore? Se si decide di spedire una cartolina, quanto mi costa stamparla e spedirla? E quanto mi rimane delle 5 € euro donate?

Se un donatore decide di offrire 1.000 €, è necessario che la ricompensa sia all’altezza della donazione. Nel mio caso chi offriva 1.000 € sarebbe diventato produttore del film, con tanto di menzione nei titoli. In più, in cambio della cifra donavo anche un pupazzo originale. La ricompensa deve essere anche emozionale: è un simbolo che si da al donatore per ribadire che lui è parte del progetto e che il tuo “prodotto” esisterà anche grazie al suo contributo.

Come pianificare il progetto di crowdfunding

Il testo di presentazione deve essere sintetico ma efficace. Va spiegato in modo semplice, asciutto e razionale, senza tralasciare la parte emozionale. E’ bene inserire più immagini possibili che ribadiscano il concetto del progetto (le immagini devono essere curate) e metterci la faccia, esporsi in prima persona con foto e video dove l’ideatore spiega il progetto: il donatore è curioso di conoscere la persona a cui darà i suoi soldi.

 

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Promuovere il progetto

Come promuovere il progetto una volta attivo? Personalmente ho deciso di mettere in atto diverse strategie.

La prima è stata quella di creare interesse prima ancora del lancio sulla piattaforma.Venti giorni prima ho cominciato a pubblicare sui social informazioni su Soil is Alive tramite immagini, pezzi di poesie, frammenti animati, testi brevi che spiegavano il progetto, tenendo una sorta di conto alla rovescia per l’apertura del crowfounding ( è fondamentale che i donatori, appena partita la campagna, mettano subito dei soldi per consentirne la visibilità all’interno delle pagine della piattaforma di crowdfunding).

Ho scritto poi mail a potenziali donatori che potevano mettere una quota consistente, spiegando tutto in maniera dettagliata e i vantaggi che ne potevano trarre. Questo tipo di ricerca non ha dato i suoi frutti: solo in seguito inaspettatamente sono riuscita a raggiungere un donatore, collezionista che mi ha appoggiata in maniera cospicua.

Quando la campagna è partita pubblicavo quotidianamente informazioni, ogni 4 o 5 giorni pubblicavo un piccolo video animato fatto con i pupazzi di Soil is Alive. Ho ideato una bandiera/logo del progetto e ci ho fotografato gli artisti per promuovere e dare cassa di risonanza alla raccolta.

Una volta terminata la campagna, è fondamentale ringraziare tutti i donatori, scrivere personalmente a tutte le persone che hanno condiviso e supportato il progetto.

Tempi e conclusioni

In tutto ho impiegato poco più di due mesi fra ricerche, strategie, pianificazioni e durata della campagna. Ho deciso di fare una campagna di soli 20 giorni.

La raccolta fondi è stata un esperienza interessante, le persone hanno cominciato a parlare del mio lavoro prima della sua conclusione: generalmente avviene il contrario. Un risultato inaspettato e molto positivo è stato la formazione di una rete di contatti che si è creata al di là della raccolta fondi.

Insomma, ci sarebbe molto da dire sull’esperienza di Beatrice, che ha dato davvero tante informazioni e a cui faccio i complimenti per l’approccio minuzioso utilizzato e la tenacia con cui ha portato avanti il progetto. Rimando alle mie slide su come impostare un campagna di crowdfunding reward-based per ulteriori spunti. 

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Simone Moriconi

Consulente di Marketing Strategico e Operativo per aziende, PMI e startup.