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Pre-sale crowdfunding: dalla co-creazione alla vendita

Ieri sono stato invitato alla Bologna Business School per tenere una lecture sul crowdfunding, ai ragazzi del Master in gestione d’impresa. E’ stata una bella opportunità, molto stimolante, per approfondire le dinamiche di mercato che si stanno sviluppando intorno al crowdfunding.

Come ben sapete il crowdfunding è la modalità di finanziamento di un progetto con il contributo della folla (“crowd”), che attraverso piattaforme “abilitanti”, riesce a raggiungere un pubblico di soggetti interessati che contribuiscono in cambio di una ricompensa.

Il crowdfunding è sempre più e-commerce

Grazie al lavoro fatto da Kickstarter negli anni, e ad una serie di best practice che arrivano dagli Stati Uniti, il crowdfunding è in molti casi un vero e proprio pre-sale di prodotto. Come avevo già raccontato in un post sul crowdcommerce, i donatori diventano acquirenti a tutti gli effetti del prodotto (o servizio) proposto, e devono attendere che la campagna termini con successo, per l’avvio della produzione finanziata.

Ci sono delle differenze sostanziali tra il crowdfunding “tradizionale” e la prevendita di prodotto. Fare una campagna di pre-sale crowdfunding implica una serie di competenze / aspetti che chi sviluppa un progetto deve assolutamente considerare:

  • Un approccio “business” al crowdfunding prevede una strategia di comunicazione e community engagement che va avviata mesi prima dell’inizio della campagna;
  • La capacità di saper delinare una timeline realistica degli step di produzione di un prodotto una volta che questo viene finanziato con successo;
  • Un livello di budget pari almeno a 1 / 3 del goal da raggiungere (se non 1 / 2) da destinare a consulenze, content creation, advertising e media PR;
  • La capacità di ottenere feedback dagli utenti e incorporarli in un processo di ottimizzazione del prototipo, in modo da poter consegnare un prodotto (funzionante) che risponda ai bisogni reali degli utenti.

Proprio su quest’ultimo punto sono “rimaste intrappolate” alcune startup che hanno realizzato campagne di grande successo. Ad esempio Lockitron che ha raccolto su Kickstater oltre 2 milioni di dollari (14.000 pezzi pre-acquistati) per realizzare una tecnologia per l’apertura della serratura di casa a distanza, non è riuscita a consegnare un prodotto funzionante in quanto le variabili in gioco (tipi di serratura, connessioni internet domestiche, ecc.) andavano oltre quelle considerate in fase di test.

Lo sviluppo di un prodotto a partire da una campagna di pre-sale crowdfunding prevede capacità gestionali, produttive e logistiche da “vera” impresa.

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“Crowdfunding, Beyond the Money” alla Bologna Business School 21.04.2015

Crowdfunding e ciclo di vita del prodotto

Accade anche che una campagna di pre-sale crowdfunding non vada a buon fine subito. Un caso esempio è quello del Coolest Cooler, una particolare borsa frigo da “party” che è al tempo stesso frigorifero per le bevande e stereo per la musica. Questo prodotto, prima di avere il design che vedete ora, aveva un appeal molto più “scarso” e minori funzionalità: infatti la campagna iniziale non ebbe successo. Soltanto dopo l’analisi dei feedback arrivati dai primi “backers” (i supporter di una campagna), gli ideatori hanno messo in campo un prodotto più fresco e attraente, che ha raggiunto il goal di 13 milioni di dollari.

Questo ci fa capire come le potenzialità della “crowd” non siano soltanto legate alla raccolta fondi, ma possano andare a coprire tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto. Non a caso, si parla di crowdsourcing, ossia di esternalizzazione delle attività legate allo sviluppo, come l’ideazione e la progettazione di una tecnologia, oppure delle sue attività di comunicazione (ne avevo parlato qui).

Quello che vorrei sottolineare, però, è che in questo caso non possiamo considerare slegate tutte queste attività, proprio per il fatto che se si vuole ottenere una “massa critica” di potenziali acquirenti pronti a finanziare il progetto (alcune campagne di successo su Kickstarter raggiungono il goal in 1 o 2 giorni) la “crowd” va costruita e tenuta insieme sin dall’inizio, coinvolta nell’ideazione, nello sviluppo e poi nella validazione del prodotto acquistato.

E’ proprio su questi aspetti che piattaforme come Quirky stanno ottenendo un grande successo. In questi casi, il progetto nasce dalla “crowd”, viene valutato dalla “crowd” e messo in commercio all’interno della stessa piattaforma per essere acquistato (almeno all’inizio) dalle persone che hanno seguito tutto il processo di creazione.

Il crowdfunding è spesso l’ultima fase di un processo di co-creazione, che parte da un’idea generata dalla “crowd” e si conclude con il finanziamento di un prodotto co-creato insieme agli utenti.

Alcuni di questi concetti sono approfonditi nelle slide della lezione che trovate qui sotto.

crowdfunding-beyond-the-money

 

 

Comments

1 Comment

Investors@gdoox.com'
daniel rueda

E’ in grado di sviluppare un operazione de pre sales crowdfunding per l’unica piattaforma di Business ecosystem che è in partenza a breve?


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Simone Moriconi

Consulente di Marketing Strategico e Operativo per aziende, PMI e startup.