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La metafora della finestra

Periodo estivo, è tempo di riflessioni leggere e di spuntini “freschi” per palati distratti e accaldati: parliamo di punti di vista.

Il punto di vista è la prospettiva dalla quale ognuno di noi vede le cose,  un’osservatorio privilegiato (perchè unico), la finestra attraverso la quale guardiamo il mondo, interpretiamo i fenomeni, formuliamo opinioni. Questa finestra può essere più o meno aperta: per alcuni è un semplice spiraglio (visione ridotta delle cose), per altri è completamente spalancata, e la mente e l’immaginazione sono in grado di vedere chiaro e lontanto, fino all’orizzonte.

L’osservatorio di ognuno non è casuale, ma si forma sulla base di una serie di fattori che influiscono non poco sul modo di vedere e interpretare le cose. Io ho individuato tre “piedistalli” principali, che possono valere per ognuno di noi, e in misura dei quali regoliamo la nostra “vista”.

Fonti di informazione. Essere costantemente informati sui fatti ci mette sicuramente in una posizione avvantaggiata. Tra tutti, internet porta il mondo a noi, ci permette di venire a conoscenza dei fatti più vari. Il web aumenta il raggio di visione, però non ci dà le lenti adatte per guardare l’orizzonte con piena chiarezza. E’ miope. Vediamo bene i singoli fatti da vicino, li possiamo approfondire, ma non sempre abbiamo le giuste chiavi di lettura per capirli ed interpretarli. La visione delle cose è parziale.

Molto meglio dei buoni libri, che con astrazioni e considerazioni lunghe ed ampie ci aprono la mente, spalancando bene la finestra, e ci permettono di osservare il mondo con maggiore padronanza dei concetti e delle idee.

Cerchie di relazioni. Utilizzo il termine recentemente introdotto da Google perchè rende molto l’idea. Il fatto di avere un’unica cerchia di persone a livello locale ci fa vedere il mondo da un punto di vista piuttosto ristretto (qualcuno direbbe “provinciale”). Avere più cerchie di conoscenze (anche virtuali), invece, ci da l’opportunità di osservare il mondo attraverso gli occhi di persone eterogenee, che appartengono a gruppi diversi con i loro valori, i loro rituali, le loro abitudini. La finestra si allarga in proporzione al numero di persone dalle quali possiamo apprendere qualcosa.

Esperienze di vita.  Il piedistallo della nostra vita è costruito sul bagaglio di esperienze vissute in passato, che hanno portato alla formazione dei valori e degli assunti che riteniamo validi. Gli studi, le esperienze formative, le esperienze positive e negative: università, viaggi, relazioni, educazione, lavoro…siamo il risultato del nostro vissuto, su quello basiamo la nostra conoscenza.

La finestra la abbiamo aperta piano piano, vivendo, leggendo, conoscendo. Abbiamo spinto le ante, all’inizio pesanti, le abbiamo rese più leggere mano a mano che abbiamo imparato ad imparare.

E quello che siamo in grado di vedere ora, dipende per la maggiorparte da quanti sforzi abbiamo fatto per spalancarci quella finestra.

L’osservatorio privilegiato di ognuno è basato su un insieme di questi fattori; quando pensiamo, quando scriviamo, quando siamo chiamati a dare un nostro giudizio, ci poggiamo su uno dei piedistalli, o su tutti e tre, e il nostro modo di vedere le cose cambia in base alla prospettiva che decidiamo di prendere.

E voi, da quale osservatorio guardate il mondo? 😉

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Comments

5 Comments

chicasablan@live.it'
Chiara

Ciao Simo,molto carino il post, spinge a riflettere su un punto importante: da quali basi partiamo quando lanciamo una critica, diamo un’opinione o, semplicemente, valutiamo dei fatti? E’ vero che ciascuno di noi agisce soggettivamente. Dei tre “piedistalli” che hai indicato, personalmente osservo il mondo partendo dal terzo: le esperienze della vita..che con il loro mix di positività e negatività hanno pesantemente influito sul mio modo di osservare la realtà, fornendomi man mano nuovi strumenti di analisi. Passo poi ai libri e alle varie fonti d’informazione. Le relazioni in qualche modo le inserisco all’interno della categoria “esperienze di vita”…incontri positivi o negativi che possono più o meno spingerti ad aprire gli occhi sui più svariati argomenti…(o a chiuderli anche! 😛 )

Simone Moriconi

Grazie Chiara, personalmente, anche io faccio molto base sulle esperienze, anche se ritengo che per avere un punto di vista davvero “privilegiato” occorra leggere molto e cercare di inquadrare ogni informazione all’interno di un proprio “framework” di conoscenze.
Concordo con te che le relazioni entrano anche nelle “esperienza di vita”, diciamo ne sono una parte molto importante 😉

laviniapucci@yopmail.com'
Lavinia Pucci

Post molto costruttivo e interessante che rende bene l’idea della crescita e della capitalizzazione di risorse intellettuali e interiori. L’aver “imparato a imparare” credo sia l’elemento principale che ci permette di proseguire, per accumulo di competenze e conoscenze, lungo un percorso personale.
L’idea dei “tre piedistalli” mi piace molto e penso che ci debba essere interazione armoniosa tra le informazioni acquisite dai libri, dall’ipertesto e dalle esperienze di vita. Questa dinamicità permette la costruzione di mappe cognitive particolarmente privilegiate su conoscenze che portano ad aperture e a prospettive alternative.
Penso che avere una visione d’insieme del mondo dall’osservatorio della propria finestra mentale, cogliendo anche i particolari (una visione dall’alto per intendersi) dà la possibilità di vedere oltre ciò che è limitato, lasciando spazio al pensiero divergente, creativo.

Complimenti per le tue riflessioni su questo argomento, le ritengo davvero molto stimolanti!

Simone Moriconi

Grazie per le tue osservazioni Lavinia,
e per aver introdotto un elemento aggiuntivo: la creatività!
Condivido in pieno 😉

ss4x@hotmail.com'
Gipsi

A me piace guardare il mondo dalla posizione di sirsasana. 😉


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Simone Moriconi

Consulente di Marketing Strategico e Operativo per aziende, PMI e startup.