Press enter to see results or esc to cancel.

Marketing rurale e fattorie “multifunzionali”

Proseguono le interviste sul filone del marketing territoriale e turistico. Oggi ho l’onore di scambiare alcune battute con Fausto Faggioli, fondatore delle Fattorie Faggioli e presidente EARTHAcademy, la rete europea per lo Sviluppo Economico e Sociale della Ruralità.

Le Fattorie Faggioli sono un’azienda agrituristica ecosostenibile e multifunzionale, definite addirittura dall’Unione Europea come “fattorie modello” per qualità, molteplicità e completezza della gamma di proposte e progetti. Ecco l’interessante intervista, vi consiglio di leggerla tutta…Ne vale la pena 😉

Ciao Fausto, perché le Fattorie Faggioli rappresentano un modello innovativo di ruralità? Che cos’è una “fattoria multifunzionale”?

Perché abbiamo creduto nel mondo rurale e nelle sue opportunità di sviluppare economicamente il Territorio e attraverso i valori e le tradizioni del mondo agricolo. Negli anni ’80 è nata la prima fattoria, le cui porte erano sempre aperte per tutti quelli che volevano “staccare la spina” ed assaporare i profumi della natura. Negli anni a seguire, se ne sono aggiunte altre, oggi unite con il nome di Fattorie Faggioli. Ci abbiamo messo impegno, capacità e creatività. Il tutto ha trasformato queste fattorie, inizialmente solo agricole ed in stato di semi abbandono, in una unica grande “Fattoria Multifunzionale”, capace di proporre un’offerta a 360°: dall’ospitalità rurale al prodotto tipico, dalla fattoria didattica ecocompatibile ai progetti di marketing territoriale. Offriamo pacchetti completi e diversificati di proposte per qualificare l’attività agrituristica legata al Territorio con soluzioni finalizzate a fidelizzare i clienti e ad aumentare il numero degli ospiti.

Secondo le tue conoscenze, come definiresti il “turismo rurale”?

Il turismo rurale è una grande opportunità per lo sviluppo economico delle aree rurali perché in campagna si possono fare attività collaterali all’agricoltura, capaci di produrre reddito e di creare nuovi posti di lavoro. Turismo Rurale vuol dire sviluppo e rivitalizzazione del Territorio, che va vissuto potenziandone le peculiarità e promuovendo un’immagine di prodotto turistico tipicamente rurale, armonizzando le tecnologie d’avanguardia con le tradizioni, coinvolgendo tutte le imprese del Territorio per “fare sistema”. Per le donne e i giovani che hanno intuizione ed energia, questo settore è una grande opportunità. Anche nel turismo, infatti, l’imprenditore di successo è colui che prima di altri intuisce un bisogno insoddisfatto e crea il prodotto o il servizio giusto per soddisfarlo.

Che cosa cercano in una vacanza i turisti che si recano presso le vostre Fattorie?

Oggi l’ospite vuole recuperare nel soggiorno un contatto con l’esterno, l’aria aperta, la memoria della tradizione, dell’identità e delle culture locali. È un dato statistico che il “consumatore attuale” è sempre meno portato ad accettare prodotti senza identità. Un prodotto con identità avrà quindi più possibilità di raggiungere l’obiettivo: quello cioè di coinvolgere il turista nella conoscenza e fruizione del Territorio, dal punto di vista sportivo, ricreativo ed enogastronomico, con percorsi ben formulati che permettano la conoscenza dell’intero Territorio e attività legate al turismo rurale, all’agriturismo, al turismo verde e sportivo, al turismo di scoperta, ecc.

Dal turismo a uno stile di vita: perché, secondo te, sempre più persone riscoprono la vita in campagna e le abitudini del passato?

Perché è in campagna che ritroviamo le nostre radici, la nostra identità. Perché è una risposta rassicurante e positiva ai rilevanti cambiamenti strutturali della società, proponendo uno stile di vita sano ed equilibrato, a contatto con la natura, scoprendo itinerari enogastronomici che valorizzano la genuinità delle produzioni tipiche locali. In campagna puoi ricordare che le nostre comunità sono intessute di testimonianze del passato che meritano di essere rivalutate. Nelle case degli antichi borghi si trovano strumenti di vecchi mestieri, arredi, immagini a ricordo della vita di un tempo, in cui i valori rivestivano un’importanza primaria.

Mi è piaciuto molto il concetto di Fattoria Didattica. Come è organizzata?

La Fattoria Didattica è un’azienda agricola a tutti gli effetti che accoglie scuole, famiglie e adulti con l’obiettivo di conservare questo grande patrimonio e di trasmetterlo attraverso un percorso educativo concreto, fatto di esperienze, di emozioni legate all’arte del fare.

I bambini possono avvicinarsi ai luoghi di produzione dei tanti cibi che giornalmente mangiano (o non mangiano) in famiglia, scoprendo il piacere di lavorare in gruppo con esperienze manuali e creative. Le nuove generazioni iniziano a muoversi più consapevolmente tra pregiudizi e mode alimentari. Si ricompone la separazione fra civiltà urbana e rurale, fra mondo dei giovani e generazioni passate, facilitando la comunicazione per uno scambio reciproco di esperienze, emozioni, conoscenze. Si riscoprono i valori della solidarietà, dell’amicizia, del rispetto reciproco. Con il Progetto “Fattoria Didattica” l’Agricoltura può utilizzare a fini economici gli aspetti di ruralità di cui è permeato il settore primario, traducendo il prodotto “agricoltura” in domanda di “cultura”.

Quali opportunità si aprono per i giovani che seguono i vostri corsi?

Viviamo in una società in cui il consumatore è il protagonista, perché ha in mano un’arma potentissima: il web. Le persone utilizzano sempre più canali di informazione, alla ricerca di maggiori dettagli descrittivi, possibilmente integrati da materiale multimediale. Per questo è di assoluta rilevanza avere risorse umane che siano in grado di comprendere le nuove metodologie e strategie di azione; essenziali per maturare un approccio positivo al cambiamento, alla creatività e alle novità, per sviluppare, accanto a nuove iniziative economiche e nuove idee, anche una buona capacità di relazione e di attrazione. Però, ricordiamoci sempre che si può fare del turismo rurale solo se si amano davvero la propria terra, la propria comunità e le proprie tradizioni culturali! L’ospite chiede di conoscere e condividere una passione per il territorio.

Chiudiamo parlando di marketing territoriale più in generale. Quali sono le tendenze che stai notando? Su quali elementi bisogna puntare per lo sviluppo economico dei territori?

La tendenza e l’elemento su cui puntare è “turismo” che diventerà la prima industria del prossimo decennio e sarà uno dei primi tre settori dell’economia mondiale, trovandosi sempre più al centro di un sistema complesso collegato ad altre attività: trasporti, agro-industria, energia. Il territorio, realizzando la nuova filiera agricoltura-turismo-ambiente-cultura è una realtà che ha una sua identità precisa, copre un segmento della domanda fortemente caratterizzata, esprime un prodotto appetibile per il mercato interno e internazionale. Inoltre sostiene la qualità della vita e promuove culture e stili di vita ecosostenibili. Il turismo quindi, nel nostro Paese, non è un’economia tra le altre ma un generatore di sostenibilità che orienta tutti gli altri comparti economici.

Dovranno crearsi nuove figure di giovani imprenditori che esprimono fantasia e progettualità nel creare nuovi sbocchi commerciali, forme associative, alleanze con altre figure imprenditoriali. Per l’Italia tutto questo significa nuove opportunità di occupazione, facendo decollare definitivamente una seconda agricoltura, parallela e altrettanto importante: quella delle aree interne appenniniche e montane, dei prodotti di nicchia, degli allevamenti che rivitalizzano razze autoctone e dimenticate, delle produzioni tipiche, delle case rurali da utilizzare per l’agriturismo, dello sport, delle risorse forestali finalmente restituite al loro ruolo…

In conclusione, è indispensabile organizzare il Territorio attraverso la definizione di un’immagine unitaria e la realizzazione dei servizi portati avanti coinvolgendo gli enti pubblici, le amministrazioni e le aziende che dovranno superare l’idea di “farsi concorrenza”. Solo le alleanze e gli accordi tra le varie categorie di imprese (agriturismi, alberghi, ristoranti, musei, artigiani, commercianti, etc.etc.) consentono di “vendere” l’intero Territorio.

Beh, Fausto direi che di spunti su cui riflettere ce ne hai dati tantissimi, non solo in ottica di marketing, ma anche in termini macroeconomici e culturali. Complimenti e grazie davvero per il tuo contributo. Alla prossima! 😉

Comments

Leave a Comment

diciotto − uno =

Simone Moriconi

Consulente di Marketing Strategico e Operativo per aziende, PMI e startup.