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Marketing, felicità e nuove pratiche di consumo

Perché continuiamo a considerare il PIL come indicatore di benessere di un paese? Quali sono le dinamiche, soggettive e sociali, che determinano la felicità delle persone? Come può il marketing, spesso usato come strumento per generare desideri e aumentare i consumi in modo indiscriminato, modificare il suo ruolo e guidare le persone verso una presa di “consapevolezza collettiva” sulle reali fonti della felicità?

A queste e altre domande prova a dare risposta (e ci riesce molto bene) la ricerca del Prof. Fulvio Fortezza, “Marketing, felicità e nuove pratiche di consumo” [1], ricercatore e docente all’Università di Ferrara e ideatore di Experyentya.

Il libro è un lavoro di analisi approfondito sulle dinamiche sociali che marcano il cambiamento che stiamo vivendo, in particolare sulle nuove modalità di accedere alle risorse, che passano sempre meno per il mercato e per la proprietà (e proprio per questo, non considerate dal PIL) e sempre di più per il riciclo, il riuso e la condivisione.

Quale incrocio tra marketing e felicità?

Se da un lato, la crisi accelera i processi di “distacco” dai beni materiali, a favore dei beni relazionali ed esperienziali, nonché verso la ricerca di un senso di sobrietà e di comunità, dall’altro le tecnologie e il social web abilitano questi fenomeni, mettendo in connessione persone, aziende e policy maker.

Su questo fertile terreno si sviluppa il consumo collaborativo nelle sue molteplici forme e declinazioni, dallo user generated content, al crowdfunding, alle reti di solidarietà, fino ad arrivare alla sharing economy, al baratto, al downshifing e all’autoproduzione.

Dinamiche che non toccano soltanto i beni e i servizi in senso stretto, ma che coinvolgono anche stili di vita e di lavoro, guidati da un maggiore equilibrio tra entrate (stipendio) e tempo libero, tra espressione di sé e contingenze economiche (da qui le nuove modalità di lavoro, come il coworking e l’autoimprenditorialità), fino a toccare le scelte sull’abitazione (co-housing e vivere comunitario) e sull’educazione dei figli.

Oltre ad essere un buon libro, in grado di spiegare il rapporto tra consumo e ricerca individuale del benessere, fornisce ai lettori più attenti molti spunti per riconsiderare le proprie scelte, portando verso un “esame di coscienza” e suggerendo strade ottimali per gestire il difficile equilibrio tra denaro, lavoro e tempo di vita.

 

Note:

[1] Marketing, felicità e nuove pratiche di consumo(2014) F. Fortezza, Franco Angeli.

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Simone Moriconi

Consulente di Marketing Strategico e Operativo per aziende, PMI e startup.