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Management e meditazione, appunti da un libro

Ho approfittato della pausa natalizia per leggere un libro che tenevo in serbo da un pò, Per fare un manager ci vuole un fiore, di Niccolò Branca. Ero molto stimolato dal fatto che Branca è considerato un manager “sui generis”, credo l’unico in Italia a parlare di meditazione come disciplina applicata ai luoghi di lavoro.

Il percorso raccontato nel libro (brevemente anche in questo Tedx) è quello di un cambio di prospettiva personale, e poi aziendale. Un cammino di ricerca durato 10 anni, a seguito dei quali Branca ha portato in azienda una visione completamente diversa, definita Economia della consapevolezza. Secondo la sua esperienza, esiste una “via di mezzo” tra il perseguimento del profitto e la ricerca di una spiritualità interiore.

La prospettiva proposta da Branca si basa sulla meditazione come pratica fondamentale per creare spazio nella mente, connettersi con il “flusso delle cose” e, dunque, arrivare a compiere le scelte giuste per se stessi e per gli altri. A supporto, c’è la riprova dei risultati economici ottenuti durante la sua leadership.

Personalmente, pratico la meditazione da alcuni anni. I benefici sono enormi e ho più volte riscontrato quanto la pratica sia d’aiuto per gestire meglio la propria vita ed il lavoro. Quando ho scoperto che un imprenditore italiano ne ha fatto tesoro e vi ha sviluppato una filosofia di pensiero, tra l’altro concretamente applicata, non potevo fare a meno di leggere, e scriverne.

Tre i concetti che ho apprezzato particolarmente.

  • Pensiero lineare vs. pensiero circolare

A volte, per risolvere i problemi e prendere decisioni nelle situazioni complesse, occorre cambiare tutto. Attenersi alle regole, al “fino ad ora ho fatto così…”, a ciò che è scritto nei libri, nei blog, o viene detto dagli esperti di riferimento, è agire lineare. Lo diceva già Edward de Bono decenni fa e sicuramente altri prima di lui, ma ripeterlo è sempre utile. La nostra mente è biologicamente programmata per applicare schemi consolidati alle situazioni che si trova di fronte. La meditazione aiuta a distaccarsi dai condizionamenti del passato e, quindi, a favorire l’azione basata su una più lucida visione della realtà e meno legata alla nostra percezione distorta delle cose. In altre parole, a favore un modus pensandi diverso.

  • La differenza tra condurre e gestire

C’è una differenza sostanziale tra essere imprenditore e fare il manager. L’imprenditore ha il ruolo di ispirare e condurre: ha il capitale e si assume il rischio delle scelte. Il manager gestisce: le persone che ha nel suo team, il budget che gli viene dato, i tempi di realizzazione. Il manager lavora operativamente per concretizzare la visione dell’imprenditore. Secondo Branca il rischio più grande è la sovrapposizione dei due ruoli. Imprenditori che vogliono fare i manager spesso non ne hanno le competenze. Accade nelle PMI e nelle imprese a gestione familiare, e questo non è sempre un bene. L’imprenditore “illuminato” non può essere anche imprenditore “tuttofare”. Meditare, o coltivare forme di ricerca interiore – questa è la tesi di Branca – è il sostegno per sviluppare una visione più ampia non soltanto di se stessi, ma anche dell’ecosistema d’azienda.

  • Una visione per i dipendenti, ma concreta e attendibile

Il bravo imprenditore è colui che riesce a trasmettere la propria vision a tutti i livelli. Branca dice che se i collaboratori immaginano la stessa visione, l’azienda diventa un organismo vivente, con un’anima collettiva. Questo accade però quando si crea massa critica, cioè quando cresce il numero di persone che si comportano alla stessa maniera. Per dirla come Yuval Harari, è quando si genera un “mito condiviso” che è possibile far collaborare centinaia, se non migliaia di persone, alla stessa causa. La visione crea una maggioranza di persone assertive e affini tra loro e, al tempo stesso, genera un ricambio naturale: chi non ci crede, esce. Anche Kotler in Marketing 3.0, parlando di umanesimo in azienda, diceva che prima di vendere una mission ai clienti bisogna vendere i valori ai dipendenti. Purtroppo però, le aziende che spesso sbandierano valori, cadono nella trappola della “fuffa”: paroloni vuoti, presupposti errati, incongruenza tra princìpi declamati e comportamenti attuati. In questo, invece, ho apprezzato Branca perché la sua testimonianza è basata su un percorso di ricerca interiore che rende la sua visione fondata e attendibile.

 

Sono sempre stato convinto che la meditazione aiuta a leggere meglio le cose che ci accadono e le nostre reazioni ad esse. Nel tempo, praticare aiuta a sviluppare una visione per la nostra vita, per ciò che vogliamo essere. Se siamo imprenditori di noi stessi, possiamo diventare anche visionari di noi stessi.

 

Comments

1 Comment

antonellaberton157@gmail.com'
Antonella

Finalmente un trainer che non mi vende la sua bravura ma mi racconta quello che fa e con toni umani e non da supereroe. D’altra parte non poteva che essere così visto che pratica la meditazione. Grazie per avermi inviato questo messaggio


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Simone Moriconi

Consulente di Marketing Strategico e Operativo per aziende, PMI e startup.