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Cosa è richiesto per lavorare nel marketing oggi?

Oggi per un neolaureato che vuole lavorare nel marketing le competenze richieste sono diverse da qualche anno fa. Le necessità delle aziende sono cambiate, perché sono nate nuove tecnologie, nuove abitudini dei consumatori e nuovi canali di marketing.

Le imprese investono sempre di più per il marketing on-line e per l’e-commerce e sempre meno in forme di comunicazione classiche. Pertanto, a chi esce dalle facoltà di Economia e Comunicazione in generale sono richieste competenze abbastanza specifiche, che prima erano appannaggio di altre categorie di studenti (soprattutto di Informatica).

Precisiamo anche che la stessa categoria di “marketing man” si declina in varie figure, dai classici Brand Manager e Marketing Assistant/Ufficio Marketing, a nuove figure come Community Manager, Social Media Manager, Content Manager, fino ai Web Analytics Specialist e al SEO-SEM Specialist. E più l’azienda è piccola (PMI e start-up), più è necessario avere competenze a 360 gradi.

Vediamo quali sono le nuove aree dove sono richiesti specifici skill.

Web marketing

Le competenze nell’ambito del web marketing sono ormai fondamentali: la conoscenza approfondita dei social media e delle piattaforme di CMS (WordPress su tutte) per la gestione di contenuti web sono un requisito indispensabile per qualsiasi posizione di marketing. La competizione di mercato si gioca su Google e il SEO è diventato non solo un plus, ma in molti casi un prerequisito fondamentale, pena lo scarto del cv. Il SEM va di pari passo: creare e monitorare campagne pay-per-click, display e remarketing su Adwords è quanto mai fondamentale. Tracciare il traffico su Google Analytics per valutare l’efficacia delle campagne create, altrettanto.

Programmi di grafica

E’ vero che la conoscenza approfondita di programmi come Photoshop, Dreamwaver e Gimp è un requisito principalmente di grafici e informatici, ma per esperienza personale (e anche facendo una ricerca tra le offerte di lavoro) so che per lavorare nel marketing è bene saper usare questi strumenti. Non tanto perché le aziende non abbiano anche web designer, ma semplicemente perché l’ideazione e realizzazione di contenuti grafici per newsletter, blog e pagine web è un compito che spetta più a chi si occupa di marketing, e certe competenze è più proficuo averle che non averle.

Linguaggi informatici

In molti casi la conoscenza dei linguaggi di programmazione e di stile, come HTML e CSS, è solo preferibile. Ma sta diventando sempre più importante, poiché la realizzazione e la modifica dei siti web e di e-commerce per comunicare efficacemente posizionamento, valore e offerta dell’azienda, è più in mano agli uomini di marketing che ai programmatori.

Le università stanno recependo questi cambiamenti in atto? Sono in grado di formare adeguatamente gli studenti di marketing?

Personalmente, credo che le università siano in buona parte rimaste ancora alle vecchie 4P, nel senso che i corsi si basano su testi di management piuttosto datati (per carità, costituiscono le basi della materia) e senza affrontare le tematiche sopra citate. Come mi conferma l’amico Riccardo (studente di Marketing alla Ca’Foscari, che per questo blog ha scritto l’ottimo post Università e Social Network) “i social media vengono trattati ancora come fossero un fenomeno in ascesa, di cui non si possa stabilirne portata, effetti, ecc.” e “i libri sui quali si studia Web Marketing sono del 2007, praticamente la preistoria”. Anche Giulia, laureata in Marketing a Roma3 e vincitrice del Premio Marketing SIM, mi conferma che “sui social media qualcosa si comincia a sentire, ma SEO e HTML non sono assolutamente considerate”.

Per verificare sono andato a vedere alcuni piani di studi:

Accanto agli insegnamenti fondamentali di Economia, Management, Strategia e Comunicazione ci sono soltanto alcuni corsi di Internet Marketing, mentre sono del tutto assenti (anche come esami a scelta) discipline tecniche come Search Engine Marketing, Web Design e Programmazione di Base, che sono invece fondamentali per formare studenti da inserire in aziende o società di servizi/consulenze nel marketing.

Probabilmente, il fatto che le tecnologie cambino molto rapidamente e un testo sia vecchio prima ancora che vada in stampa, crea una sorta di rifiuto del cambiamento da parte dell’università e dei docenti stessi, che tendono a “bendarsi gli occhi” piuttosto che a cercare nuovi modi per tramandare il sapere (utilizzando blog al posto di libri, e sana esercitazione pratica con gli strumenti: ad es. Google Analytics, da unire magari a sondaggi classici per un project work).

Mentre le aziende richiedono laureati in marketing che sappiano fare SEO e  creare una campagna Adwords, o addirittura agire su un codice di sito web (e parallelamente avere conoscenze di marketing classico: da Porter a Kotler, passando per il non-convenzionale), le università sfornano studenti che non rispondono a questi requisiti, e magari sono costretti a pagarsi corsi di specializzazione o Master per sopperire a una mancanza del sistema formativo. Quando basterebbe semplicemente introdurre nuovi corsi nei piani di studi.

Senza dimenticare che il periodo che stiamo attraversando non è favorevole all’occupazione, quindi un’azienda ci penserà diverse volte prima di inserire una figura sulla quale dovrà investire ancora per formare in modo completo.

Voi cosa ne pensate? 😉

Comments

13 Comments

adriano.virgilio87@gmail.com'
Adriano

Simone, complimenti! Hai colto proprio nel segno in quest’articolo, è da tempo che mi pongo gli stessi identici quesiti. E penso soprattutto all’Università dove entrambi abbiamo studiato. Mi accorgo sempre più come le competenze che hai citato siano essenziali per avere quella “marcia in più” per attirare l’attenzione delle aziende, altrimenti si è solo dei “semplici” laureati in Marketing formati su concezioni e paradigmi superati da anni

Simone Moriconi

Grazie Adriano!
Il fatto è che forse al tempo in cui abbiamo studiato noi (2-3 anni fa) certi concetti erano ancora lontani, mentre ora sono a tutti gli effetti entrati nelle pratiche aziendali.

adriano.virgilio87@gmail.com'
Adriano

Si, sicuramente ai nostri tempi il ritardo era giustificabile, ma mi colpisce che i piani di studio restino comunque ancorati a schemi di insegnamento in gran parte superati. Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, chi riesce a rendersi conto dell’importanza di avere certe competenze e decide di correre subito ai ripari tramite corsi di formazione integrativi, è oggi in grado di acquisire un “vantaggio competitivo” che in futuro, quando certe competenze diventeranno dei “must” (oggi, forse, ancora si riesce a tirare avanti lo stesso), non sarà più tale.

Simone Moriconi

Verissimo! Come già accade ora, dove l’universo di esperti web marketing è più che mai florido…tutti (più o meno) professionisti che si sono formati da soli

mariafrancesca.s@gmail.com'
Francesca

hai dimenticato il link al programma di Urbino o me lo sono perso nell’articolo? 🙂 non potrei essere più d’accordo con te Simone, ma posso dire che la passione per la materia, in assenza di buoni corsi di formazione, aiuta tanto

Simone Moriconi

Grazie Francesca,
si la passione ci vuole, come nel tuo caso, perchè ti permette di fare auto-formazione e specializzarti…ma su certe tematiche un “infarinatura” di base ci vorrebbe per tutti. Poi ognuno può scegliere se approfondire oppure no.

yosxkqmx@gmail.com'
emanuele

Bell’articolo, molto utile! Stavo facendo le mie belle letture di post pre-nanna, dove lasciare qualche commento, con la speranza di ritorni sul mio blog, quando ho letto questo articolo! Grazie delle dritte!!!

Simone Moriconi

Grazie a te del commento 😉 molto apprezzato!

gabrieldavi@libero.it'
Gabriele

È brutto ammetterlo ma purtroppo è proprio così !!! Il mondo accademico è rimasto indietro anni luce….
Ora che sto per ultimare la laurea magistrale in marketing management, presso la Facoltà di Economia di Torino , mi rendo proprio conto che alla fine, nel concreto, non ho imparato proprio niente. Gran parte del mio know how proviene dalla mia immensa curiosità che mi porta continuamente a leggere tanti articoli e ad imparare sempre cose nuove.
Comprendo e condivido che la prima skill che debba darci l’università sia l’elasticità mentale però, vorrei ricordare ai cari docenti che, soprattutto oggi che viviamo nell’era 3.0 caratterizzata da una iper dinamicità del mercato, vale molto di più dimostrare di saper possedere e applicare competenze e skills specifiche.
Al posto di formarci professionalmente ci riempiono la testa con una valanga di teoria, facendoci diventare come degli stampini prestampati.
E questo è solo uno dei tanti problemi ….. purtroppo …….

Simone Moriconi

Grazie Gabriele, concordo in pieno con te.. purtroppo il mondo del marketing e dell’economia in generale sta vivendo un periodo di profondi mutamenti, che mettono in crisi la maggiorparte di quanto creduto e scritto finora…sta all’università fornire perlomeno le chiavi di lettura – o le capacità – per fare autoapprendimento e autoimprenditorialità, che saranno sempre più importanti nel mercato del lavoro del futuro.

L’imprenditorialità, il lavoro del futuro | Snacks of Marketing

[…] formati sulle nuove necessità, lato su cui siamo molto carenti in Italia. In questo articolo (Cosa è richiesto per lavorare nel marketing oggi) ad esempio, ho parlato del gap formativo degli studenti di Economia, quando si vanno a […]

lippetti@tiscali.it'
francesco

ma se una persona, tipo io, ha delle idee di marketing, ad esempio proporre ad un azienda una pubblicità o un idea tipo guerrilla marketing, cosa deve fare? c’è bisogno di un determinato corso di laurea?

simone.puligheddu@tiscali.it'
Simone Puligheddu

Ragazzi mi avete tolto le parole di bocca.


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Simone Moriconi

Consulente di Marketing Strategico e Operativo per aziende, PMI e startup.