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Quando il viaggio in moto è creato dagli utenti: intervista a Alessandro di “Fammi Strada”

Ancora interviste sul blog, questa volta è il turno di Alessandro Altomonte, un caro amico che tra poche settimane inizierà un viaggio in moto supportato dalla rivista Motociclismo: il progetto si chiama Fammi Strada.

La filosofia del suo viaggio è quella dell’accoglienza e della condivisione: girerà per tutta Italia senza un tragitto prestabilito, ma seguendo i consigli che riceverà dai fan online; inoltre, sarà ospitato dai motociclisti che incontrerà per la via e che decideranno di farsi un pezzo di viaggio insieme a lui. A dimostrare che la storica “fratellanza tra i rider” esiste ancora!

Ciao Alessandro, so che stai per avventurarti in un’impresa entusiasmante, con il supporto della rivista Motociclismo. Raccontaci un po’ del progetto Fammi Strada e di come sei arrivato ad avere questa opportunità.

Tutto è nato nell’ Agosto 2013. Durante il mio ultimo viaggio in moto e nel pieno di grandi cambiamenti personali e professionali, ho deciso che il Motociclismo doveva essere la mia passioneprofessione e che ero maturo per farlo. Non molti consigliano di trasformare una passione in un lavoro, ma io in moto tutti i giorni mi ci vedo bene!

Così, mescolando questo forte desiderio con le mie competenze di marketing è nato “Fammi Strada”, un format di viaggio che sfrutta le dinamiche proprie dei social network e il “potere” della famosa fratellanza tra motociclisti. La scelta dell’Italia non è caso. Qui si continuano a cambiare governi ma di impegno nel turismo (che ha le potenzialità per essere la nostra maggior fonte di guadagno) nessuna traccia. Cosi nel mio piccolo ho deciso che questo viaggio dovrà configurarsi come un prodotto di riscoperta e promozione del territorio italiano. Il sito infatti sarà  anche in inglese, e ho già degli accordi con delle testate di settore americane per la divulgazione del mio futuro materiale.

Di viaggi avventura sponsorizzati se ne vedono molti. Alcuni sono entusiasmanti, altri sono piuttosto banali. Come si differenzia il tuo? Qual’è il messaggio e le emozioni che vuoi far passare con la tua avventura?

E’ vero, di viaggi avventura in solitaria negli angoli più sperduti del mondo ce ne sono stati tanti negli anni. Le aziende man mano sempre più attente al valore crescente degli influencer online hanno via via sponsorizzato questi viaggi, scatenando la voglia di moltissimi motociclisti attirati dalla possibilità di fare il viaggio della vita supportati economicamente dagli sponsor.

L’aumento di questa offerta ha però dato il potere in mano alle aziende che ora possono decidere chi finanziare, e a cascata, ha spinto i viaggiatori ad inventarsi “viaggi notizia” solo per meritarsi uno sponsor. Seguendo questa logica, avrei dovuto inventare il giro del mondo “tutto su una ruota”!! Cosi sono voluto uscire fuori da questo schema ed aprire un’altra strada, dove la notizia centrale torna ad essere il viaggio (e non il titolo) costruendo una credibilità che passa dai social network, assicurando un engagement più alto rispetto al classico report sul blog.

So che vieni anche tu dal mondo del marketing. Cosa ti ha fatto passare ad essere un rider/blogger e come giudichi lo scenario attuale della comunicazione e della blogosfera? 

Torno da un’esperienza di un anno a Londra, che mi ha fatto capire molte cose. Qui in Italia, la cultura del rischio propria del marketing non trova spazio. Per quanto possono i risultati del marketing essere preventivati e calcolati, non c’e’ strategia che garantisca il risultato, cosa che spaventa le nostre PMI in maniera fortissima. 

Cosi nel mio piccolo, ho deciso di dimostrare che bisogna avere coraggio e provare ad innovare. Ora in versione blogger, ciò che voglio dimostrare è che si può fare il blogger senza essere considerati dei “markettari”. Vedo troppi blogger determinati ad aprire un sito per sentirsi gratificati dall’attenzione e dalle lusinghe che ricevono dalle aziende. Lo capisco, è soddisfacente, ma facendo cosi si diventa solo che schiavi del brand “che paga”. Non dico che gli sponsor sono il male, ma che bisogna imporre la propria credibilità come un valore e non come un mezzo. Modi di pubblicizzare ce ne sono di diversi e più efficaci, per i blogger e per le aziende stesse. Non a caso Motociclismo ha creduto nel mio progetto!

Dopo questa iniziativa qual’é il futuro di Ridesoul?

Ho creato il sito Ridesoul con l’intenzione di avere uno spazio online dove condividere le esperienze dei viaggi già realizzati e fare nuove amicizie. Poi è arrivata l’idea del progetto “Fammi Strada”. Ora il mio obiettivo è di dimostrare che questo format è vincente e magari  ripeterlo per Motociclismo o per altre testate eventualemente interessate. Un’altra parte importante la rivestirà la mia intenzione di creare dei tour in moto guidati per stranieri. Ma chissà, magari durante questa esperienza si presentaranno tante altre opportunità!

Caro Alessandro, te lo auguro fortemente…complimenti per il coraggio e in bocca al lupo per il tuo affascinante viaggio! 😉

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Simone Moriconi

Consulente di Marketing Strategico e Operativo per aziende, PMI e startup.