Press enter to see results or esc to cancel.

Quando il consumatore è poco “evoluto”

Negli ultimi anni si parla spesso di consumatore evoluto, di collaborazione azienda-cliente, di customer knowledge marketing…in buona sostanza, di tutte le modalità in cui un’impresa può avvantaggiarsi del know-how dei propri consumatori, che in molti casi supera il sapere dell’azienda stessa (ho parlato qui di crowdsourcing).

Ma, invece, quand’è che il target di clientela deve essere meno “evoluto” possibile?

Ho individuato due scenari in cui “studid is better” (passatemi l’espressione, anche se generalmente, penso che un pò d’ignoranza faccia sempre comodo) 😉

Una prima situazione è quella in cui si vuol far “cadere in trappola” il consumatore, utilizzando pratiche scorrette, scarsa trasparenza e falsi messaggi.

Il caso più eclatante è quello delle suonerie (ricordate il gattino Virgola?), dove si promuove un prodotto simpatico, irresistibile e all’apparenza gratuito: sono in molti a cadere nel tranello ed abbonarsi ad un servizio che poi è complicatissimo da disattivare…E le suonerie hanno un prezzo medio di 5 euro a settimana! Il target? Adolescenti e bambini, ma anche consumatori adulti, eterni “Peter Pan”. Chi ci guadagna? Produttori di suonerie, produttori di cellulari e case disografiche. Con un giro di affari stimato in 800 milioni di euro l’anno (Fonte: Assoutenti)

Non solo, abbiamo anche banner e spam che spingono a cliccare promettendo un premio. Anche qui, probabilmente, si cerca di adescare un utente distratto, magari un ragazzino o qualche sparuto inesperto del web…altrimenti, chi ci crederebbe? E’ molto probabile che con un costo minimo, queste società riescano a portare a casa belle sommette (un’articolo su Wired riportava che uno spammer professionista guadagna fino a 7.000 $ al giorno, solamente con l’1% di aperture)

Una seconda situazione, invece, è quella in cui il “poco sapere” serve a creare un prodotto, che diventa soluzione a determinate problematiche.

E’ il caso dei corsi di inglese di Sloan o dei manuali For Dummies, che cercano di rendere una materia complessa “a prova di idiota”. In questi casi il prodotto nasce per semplificare un dato argomento, rendendolo fruibile a fasce più ampie di utenti, “popolarizzandolo” attraverso la vendita di manuali, corsi in dvd e corsi on-line. Può essere, ad esempio, una lingua straniera, un software, un linguaggio di programmazione. Ma, com’è avvenuto per For Dummies, il business dell'”how-to” si è allargato praticamente ad ogni cosa, dalla fotografia, agli animali domestici, alla finanza personale.

In conclusione, possiamo dire che il mercato della semplificazione è molto fruttifero proprio perchè esistono segmenti di mercato con poco know-how. Consumatori che non sanno.

E quindi, affermare che laddove c’è “ignoranza” c’è una grande opportunità di business. Che viene sfruttata o con un’approccio educativo, rendendola alla portata di tutti, oppure cercando di “adescare” i clienti con strategie discutibili. In barba alla customer knowledge e al consumatore collaborativo! 😉

_

Comments

Leave a Comment

12 − 7 =

Simone Moriconi

Consulente di Marketing Strategico e Operativo per aziende, PMI e startup.